“Bolletta” -2,7% nel 2009. Vendite a picco lo scorso anno.22-02-2010Roma, 22 febbraio Nella precedente uscita di ‘Crisi&Energia’ abbiamo visto che nel 2009 la produzione industriale in Italia è scesa del 17,5% rispetto all’anno precedente. A fronte di questo pessima performance della produzione, i dati su fatturato e ordinativi pubblicati dall’Istat venerdì scorso indicano un crollo delle vendite delle imprese italiane di analoga intensità: nei dodici mesi del 2009 il fatturato delle attività manifatturiere è sceso del 18,7% rispetto allo stesso periodo del 2008. La diminuzione del fatturato estero (-21,6%) è maggiormente accentuato rispetto a quello relativo al mercato nazionale (-17,4%). La diminuzione più accentuata del fatturato si registra per l’Energia (dove il fatturato complessivo del 2009 scende del 27,2% rispetto al 2008) e Beni intermedi (-25,7%). Va ricordato che in entrambi i casi la diminuzione è in parte spiegata dalla flessione dei prezzi delle materie prime. In marcato arretramento anche il fatturato dei Beni strumentali (-18,1%) e dei Beni di consumo durevoli (-16,1%), mentre il calo è più contenuto per i Beni di consumo non durevoli (-6,6%). Nel 2009 l'indice del fatturato corretto per gli effetti di calendario ha registrato un segno negativo in tutti i settori. I comparti che hanno evidenziato una maggiore tenuta sono Prodotti farmaceutici (-0,3%), Alimentare (-4,0%) e Computer e prodotti di elettronica e ottica (-4,5%). Sul versante opposto, i cali più accentuati si sono osservati nella Metallurgia e fabbricazione di prodotti in metallo (-34,0%), Coke e prodotti petroliferi raffinati (-27,6%), Macchinari e attrezzature (-22,9%), Apparecchiature elettriche (-21,6%), Prodotti chimici (-20,8%) e Mezzi di trasporto (-20,6%). Flessioni importanti, ma di intensità inferiore alla media, si sono registrati nel settore della Gomma, materie plastiche e lavorazione di minerali non metalliferi (-17,3%), nel Tessile, abbigliamento, pelli e accessori e nel Legno e la carta, settori (entrambi con un -15,4%). La scorsa settimana è stato pubblicato anche il consuntivo delle esportazioni italiane nel 2009. Complessivamente nei dodici mesi del 2009 le esportazioni diminuiscono del 20,7% rispetto allo stesso periodo del 2008. Nel 2009 le vendite all’estero delle imprese italiane sono state di 290,1 miliardi di euro con una diminuzione di fatturato di 75,7 miliardi rispetto all’anno precedente. La diminuzione è più marcata per le esportazioni verso l'Unione Europea, che registrano una flessione del 22,5 % mentre quelle destinate al di fuori dell'UE registrano una flessione leggermente più contenuta, pari al 18,2%. Nel 2009 le importazioni dall’estero sono scese del 22,0%. Il saldo della bilancia commerciale ha registrato un disavanzo di 4,1 miliardi di euro, in netta flessione rispetto al passivo di 11,5 miliardi di euro registrato nel 2008. Il miglioramento di 7,4 miliardi del disavanzo commerciale è tutto affidato alla riduzione della bolletta energetica del nostro Paese: a fronte di un peggioramento di 10,6 miliardi del saldo relativo a Prodotti intermedi, Beni consumo e Beni strumentali la bilancia commerciale dell’Energia (differenza tra esportazioni ed importazioni di Petrolio greggio, Gas naturale, Coke e prodotti petroliferi raffinati ed Energia elettrica, gas, vapore e aria condizionata) riduce il disavanzo di 18 miliardi di euro rispetto ad un anno prima, passando ad un passivo di 41,4 miliardi di euro rispetto ai 59,4 miliardi di euro registrati nell’anno precedente. La variazione del saldo dell’Energia è determinata dalla combinazione di una diminuzione di 24,3 miliardi di euro delle importazioni e di un calo di 6,3 miliardi di euro delle esportazioni. La diminuzione dell’export è tutta concentrata nei Prodotti raffinati (in calo di 5,8 miliardi di euro) mentre il calo dell’import è determinato dalla diminuzione di acquisti dall'estero di Petrolio greggio per 15,8 miliardi, di Gas naturale per 5,4 miliardi, di Coke e prodotti raffinati per 2,6 miliardi. L'intensità della riduzione del deficit commerciale energetico nel 2009 risulta evidente esaminando la serie storica nell'ultimo decennio della bolletta energetica in rapporto al PIL (tenendo conto che per il 2009 la modifica della codifica settoriale Ateco influisce per meno dello 0,1% sul saldo tra import ed export): la bolletta energetica in rapporto al PIL ha segnato nel 2009 un -2,7%, recuperando sensibilmente rispetto al picco negativo di -3,8% del 2008. Nell’anno appena trascorso il deficit commerciale dell'Energia in rapporto al PIL si è riportato al livello del 2005. Osservando la serie storica si riscontra che la bolletta energetica italiana, in rapporto al PIL, ha registrato una forte crescita a partire dal 2005 - in corrispondenza con la crescita del prezzo del petrolio - registrando un leggero recupero nel 2007 e affondando l'anno successivo a seguito del picco del prezzo medio annuale del petrolio. La stretta dipendenza della bolletta energetica dal prezzo del petrolio è evidente osservando come nell'ultimo decennio l’andamento della curva della bolletta energetica in rapporto al PIL sia parallela a quella del prezzo relativo del petrolio, dato dal rapporto tra il costo del greggio importato espresso in euro e l'indice dei prezzi al consumo |
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